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Salina - Cenni Storici

La storia di Salina è molto antica. Ne sono testimoni i resti di insediamenti dell'età del bronzo, rinvenuti presso la Serra dei Cianfi (fiorito nell'età di capo Graziano (fra il XIX ed il XV sec. a.C. ed agli inizi dell'età del Milazzese - dopo il 1400 a.C.) e la Sciara Portella (fiorito nell'età del Milazzese e violentemente distrutto intorno al 1270 a.C.). Altri resti che risalgono al VI e V sec. a.c. sono stati ritrovati nella zona di Serra dell'Acqua, dove ulteriori ritrovamenti fanno supporre l'antica presenza di un grosso nucleo sviluppatosi in età ellenistica e poi nell'età romana del IV secolo d.C.
Ma per analizzare meglio i vari insediamenti sull'isola è bene innanzitutto far presente che, dal punto di vista amministrativo, Salina è l'unica isola dell'arcipelago eoliano che non fa parte del comune di Lipari. Essa infatti già dal 1867 divenne un libero comune e dal 1909, si scisse in altri tre piccoli comuni oggi ancora esistenti e del tutto autonomi: Santa Marina, Malfa e Leni. Per risalire quindi alle vicende storiche dell'isola bisogna analizzare i tre singoli centri. Quello principale è sicuramente Santa Marina, tutt'oggi sede del porto principale e punto d'incontro per il commercio dei vari prodotti dell'isola. Nella borgata di Santa Marina sono state rinvenute, lungo la spiaggia, resti di case greche risalenti al IV sec. a.C., e le pietre tombali rinvenute nella parte alta della borgata testimoniano che si trattava di un grosso agglomerato greco, risalente appunto al IV sec. a.C. fino all'età imperiale romana. In località Lingua, nel comune di S. M. Salina, sono stati trovati resti di edifici risalenti al I e II sec. d.C. che però oggi non sono più visibili in quanto interrati. Sono muri del più tipico "opus reticolatum" di quell'epoca e, anche se la parte più alta degli stessi è ormai andata persa, quella più bassa si conserva bene in quanto interrata: parliamo di importanti testimonianze monumentali dell'età romana - vestigia architettoniche, tracce di archeologia.
Sembrerebbe comunque che il popolamento di Santa Marina si debba a degli immigrati siciliani che qui avrebbero trasferito il culto della propria Santa patrona - da qui il nome della borgata.
Si dovrebbe invece a profughi amalfitani il popolamento di un'altra borgata dell'isola, (sicuramente quella più fertile e coltivata e patria del famoso vino Malvasia), che ad essi deve il nome: Malfa, dove sono state trovate tracce, risalenti alla seconda metà del III millennio a.C., di quello che è l'insediamento più antico dell'intera isola, e dove vissero i Greci ed i Romani.
Vi è infine l'ultimo comune: Leni che sorge nella vallata formata dai monti Fossa delle Felci e quello dei Porri. Anche qui l'agricoltura prevale tra le altre attività. Tipico è anche il porto di Leni: Rinella che oggi è il secondo porto dell'isola e che offre una costa ricca di tipiche grotte saracene. Proprio a Rinella sono stati rinvenuti eccezionali resti di una capanna risalente alla cultura di Castellano Vecchio di Lipari, insieme a numerosi frammenti ceramici.
L'isola di Salina ha conosciuto anche periodi di abbandono, conseguenza delle numerose invasioni barbariche.
 

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