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Filicudi - Cenni Storici

Foto www.rondinara.net

Nella Montagnola del Capo Graziano e lungo la costa meridionale della baia del porto sono stati ritrovati resti ceramici dello stile di Diana, dimostrazione che anche Filicudi è stata popolata fin dal neolitico superiore, intorno al 3000 a.C. Addirittura si fa risalire all'inizio dell'età del Bronzo la venuta di nuove genti, arrivate da lontano e che probabilmente erano gli Eoli delle leggende, che diedero vita ad uno dei più vasti insediamenti preistorici di tutto l'arcipelago, nella Piana del Porto - casa Lopes .
Agli inizi del II millennio a.C., a causa del cambiamento della situazione politica nel basso Tirreno e per motivi di difesa per le popolazioni che abitavano le coste dell'isola, l'abitato si trasferì dalla riva del mare, indifendibile, alla sommità della Montagnola del Capo Graziano: una cupola rocciosa, a pareti scoscese quasi ovunque inaccessibili, che costituiva una vera fortezza naturale. Era infatti posta in una posizione molto più disagevole, ma molto più sicura in caso di attacchi esterni.
Dagli scavi effettuati fra il 1956 e il 1969 nella zona della montagnola, intorno alla quota 100, sono state ritrovate circa una trentina di capanne ovali, alcune disposte a spina di pesce (secondo una tradizione elladica risalente al Protoelladico III della Grecia), molto vicine fra loro, a causa di una popolazione numerosa e del poco spazio disponibile.
La cultura di Capo Graziano si è evoluta fino al passaggio dallo stile miceneo II al III, fino al 1430 a.C. circa, come testimoniano ritrovamenti di frammenti di ceramica dipinti Protomicenei di stile I e II. Come nel resto dell'arcipelago anche a Filicudi, alla cultura di Capo Graziano si è sovrapposta quella del Milazzese, caratterizzata da ceramiche del tutto diverse. Nelle capanne di questa nuova cultura si trovano ancora numerosi frammenti di ceramiche Egee importate, di stile Miceneo, fine del XV e inizi del XIV sec. a.C.
Probabilmente a seguito della conquista da parte degli ausoni, che hanno distrutto quest'ultimo villaggio, Filicudi rimase deserta fino al VI - V sec. a.C., come si deduce dal ritrovamento di pochi frammenti ceramici a Capo Graziano, vasetti di corredi tombali nel Piano del Porto ed altri resti a Zucco Grande così datati.
Di età romana sono i resti di abitazioni ancora riconoscibili nelle piane al di sopra della spiaggia sul lato settentrionale del Piano del Porto. Di età cristiano-bizantino è un gruppo di tombe intagliate nella roccia, prive di corredo, venute in luce sulla dorsale del Piano del Porto nei saggi esplorativi dal 1952.

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